Storie in cammino

Pedibus. Un nuovo mezzo per andare a scuola e stare in salute

Sintesi

Il Pedibus è un percorso casa-scuola fatto a piedi da gruppi di bambini sorvegliati e accompagnati da adulti. C’è un capolinea e alcune fermate, con orari prestabiliti.
Può funzionare con qualsiasi condizione meteorologica.
Ogni Pedibus è diverso e originale perché si adatta alle diverse realtà, situazioni di percorso ed esigenze dei partecipanti.

– Mario! Mariooo!! Dai Mario sbrigati che facciamo tardi!
– Arrivo Zaira, arrivo!
– Nonno, siamo in ritardo?
– No Zaira, tranquilla, la scuola è vicina.

É l’allegra sveglia per tutto il quartiere, quel SERPENTE GIALLO (hanno preso a chiamarlo così…) che ogni mattina parte da via Marconi, due chilometri scarsi dalla scuola, e arriva, ordinato e vociante, alla Scuola Primaria “Gianni Rodari” di Castelnuovo, uno dei tanti Comuni della nostra provincia.

– Ragazzi attenti, attraversiamo sulle strisce!
– Sì, nonno!

Khaled è il nonno di Zaira, ma ormai tutti i bimbi lo chiamano “nonno”, e a lui piace, per un’ora al giorno, avere 25 nipoti, tutti insieme.

Da quando i bimbi hanno cominciato ad andare a scuola a piedi, a settembre, nel quartiere si respira serenità. Meno auto per strada, niente clacson rabbiosi, niente SUV parcheggiati sul marciapiede della scuola, un’aria un pò più… amica, da respirare. E i bambini… si divertono! Parlano, cantano, ripassano le tabelline. Ormai lo sanno tutti, che quelle passeggiate sono un investimento per la salute dei bambini, ma anche una qualità di vita migliore per il quartiere.

Tutti sanno che camminare è la prima abilità che l’uomo conquista e l’ultima che vuole perdere e in molti hanno capito che il divano è un pericoloso nemico della salute.

Prima di andare in pensione Khaled era il “mago della bicicletta”: nella sua piccola officina, in via della Pietra, risolveva qualunque problema meccanico delle due ruote. Non c’era veicolo che avesse misteri, per lui. Da giovane, in Tunisia, era stato un campione: correva i 100 metri in 12 secondi, nessuno dei suoi compagni gli stava dietro. Arrivato in Italia aveva trovato lavoro come operaio in una fabbrica di biciclette e successivamente era riuscito ad aprire un’officina tutta sua: la sua gioia, la sua vita. Adesso, pensionato, scorrazza ancora per la collina con la sua bici, fra un caffè e l’altro con gli amici al Bar Vittoria. Cesare gli dice sempre:

– Khaled, quando eravamo bambini noi nessuno ci accompagnava a scuola!
– Hai ragione Cesare. Anch’io a Biserta andavo a scuola coi miei compagni, senza genitori. Ma allora non c’erano tutte queste auto.

I capelli bianchi sul viso ambrato e quel sorriso contagioso hanno conquistato subito i bambini, e lui un po’ nonno, in fondo, lo è stato sempre.
Quando ogni giorno saluta i bambini, davanti alla scuola, sa che quella piccola passeggiata può significare, per loro, una vita migliore. E può significare, fra qualche anno, persone migliori. Più sane e più felici.

Maurizio Liberti

 

Maurizio Liberti

Promozione della salute
Azienda USL di Bologna