Studiare e costruire città resilienti ai cambiamenti climatici

L’ambiente urbano può essere un prezioso alleato del benessere dei cittadini

Sintesi

La resilienza è la capacità di adattarsi ai cambiamenti. Una città resiliente non solo cerca di reagire e adattarsi a quanto accade, ma anche di costruire nuove risposte a livello politico, economico e ambientale, anche in un’ottica preventiva.

Tra gli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici assistiamo sempre più spesso a eventi estremi come le forti precipitazioni che possono provocare alluvioni e le ondate di calore, sempre più frequenti e più lunghe. Quest’ultime, in particolare, impattano direttamente sulla salute e il benessere di intere comunità e soprattutto dei cittadini considerati più fragili.

Con le attuali emissioni di gas serra in diverse città italiane ed europee le temperature medie aumenteranno anche fino a +4°C.

La storia ci insegna. Nel 2003, l’ondata di caldo che ha interessato Italia, Francia, Svizzera, Germania, Spagna e Portogallo, ha portato a 72.210 decessi. È un esempio indelebile di cosa vuol dire non essere pronti ad affrontare il cambiamento climatico.
Per questo è urgente sviluppare strategie capaci di ridurre l’impatto di questi fenomeni sulla salute dei cittadini, in particolare nelle città.

Evitare l’innalzamento della temperatura nelle città deve diventare una priorità per tutelare la salute dei più fragili. Le conoscenze e gli strumenti scientifici attuali consentono di sviluppare modelli per prevedere, e quindi anche prevenire, scenari futuri. Recentemente alcune amministrazioni pubbliche hanno considerato gli aspetti climatici come indicatori di benessere per rappresentare le potenziali aree di fragilità del territorio.

Cosa fa l’Istituto di Bioeconomia del CNR di Bologna?

L’Istituto di Bioeconomia studia proprio le fragilità climatiche territoriali nelle città per individuare quali zone siano da monitorare o rigenerare. Per esempio, la mancanza di verde urbano può comportare un incremento del calore. Ampie zone di calore tra loro vicine possono portare i cittadini a essere esposti agli effetti del calore nei loro percorsi per raggiungere dei servizi. Per alcuni cittadini questa esposizione non è un rischio, mentre per altri può rappresentare una vera e propria insidia.

Nei modelli sviluppati siamo in grado di simulare gli effetti fino al dettaglio di ogni strada, piazza, condominio. Questi studi, con una forte sinergia con le Pubbliche Amministrazioni che si occupano della salute dei cittadini, possono portare a processi reali di rigenerazione urbana. Tra questi processi si trovano le tecniche blue-green (acqua e vegetazione) per la creazione di corridoi alberati e la creazione di zone umide dove l’evaporazione dell’acqua riduce la temperatura dell’aria.

Piantare più alberi, creare corridoi alberati, non solo consente di avere città più fresche, ma permette di riqualificare i quartieri e ripulire l’aria inquinata dal traffico, offrendo anche aree ombreggiate per i cittadini.

Per affrontare adeguatamente il cambiamento climatico occorrono politiche basate sulla scienza, finanziamenti adeguati, una gestione efficiente e la partecipazione attiva dei cittadini.

Quest’ultima dovrebbe rappresentare non solo un obiettivo, ma anche una bussola per i Comuni per costruire politiche in cui il benessere dei residenti rappresenta saldamente il cuore di un sistema urbano realmente sostenibile e resiliente.

 Teodoro Georgiadis

Teodoro Georgiadis

Istituto di BioEconomia
CNR Bologna