Il Bellaria e il Policlinico di Modena capofila di uno studio multicentrico internazionale sulle nuove strade del dosaggio della radioterapia

Un convegno a Modena sul trattamento radioterapico delle neoplasie mammarie

Gli esperti di radioterapia e di tumore alla mammella si riuniscono lunedì 3 ottobre al Policlinico di Modena per un seminario (De-intensificazione del trattamento nelle neoplasie infiltranti della mammella in stadio iniziale) organizzato dalla Struttura Complessa di Radioterapia. Il seminario, che vede la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti della materia a livello mondiale, fa il punto sulle migliori terapie per la cura del tumore alla mammella. L’appuntamento è nell’Aula Magna del Centro Servizi della Facoltà di Medicina e Chirurgica presso il Policlinico di Modena (via del Pozzo 71), alle 13,30.

Il seminario sarà anche l’occasione per confrontarsi sullo stato di avanzamento di uno Studio internazionale Multicentrico randomizzato (IRMA trial) che ha come capo fila la Radioterapia del Policlinico di Modena e quella dell’Ospedale Bellaria di Bologna, che coinvolge una ventina di centri in tutto il mondo e che era stato avviato con il finanziamento della Regione Emilia-Romagna

“Lo studio – spiega Bruno Meduri, radioterapista del Policlinico e organizzatore del Convegno – vuole confrontare il protocollo radioterapico standard con una nuova metodica che prevede di irradiare un volume inferiore di tessuto con una distribuzione diversa della dose nel tempo. Questa tecnica potrebbe assicurare, se lo studio risulta positivo, nel sottogruppo di donne con neoplasie mammarie in stadio iniziale, una minore tossicità e permette una durata inferiore del ciclo radioterapico perché consente di condensare tutto in due sedute al giorno per cinque giorni. Una sola settimana di trattamento, quindi, contro le 4-6 settimane previste dai protocolli attuali.”

Lo studio è cominciato nel 2005 e sino ad ora ha reclutato in tutto il mondo oltre 2.700 pazienti. “Questo tipo di studi – conclude Roberto D’Amico titolare della Cattedra di Statistica Medica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e responsabile degli aspetti metodologici dello studio – ha tempi molto lunghi di realizzazione perché per noi è fondamentale osservare gli effetti della terapia anche oltre 5 anni dall’insorgenza della neoplasia, per valutare le recidive e gli effetti collaterali. Lo studio, quindi, si concluderà verosimilmente nel 2018.”