La salute dei cittadini di Bologna

Come sta il capoluogo

La popolazione del Distretto di Bologna è caratterizzata da uno squilibrio tra natalità e mortalità, che determina il progressivo invecchiamento della stessa e il diffondersi del fenomeno della solitudine nell’età avanzata. La popolazione della città è pari a 387.000 unità, a cui devono essere aggiunti 18.600 domiciliati per motivi di studio e lavoro.

Negli anni ha assunto grande rilievo il flusso migratorio, e gli immigrati rappresentano oggi più del 15% della popolazione residente.

Dal confronto con i dati del territorio provinciale, la popolazione della città risulta:

  • più vecchia (più ultra 75enni e più grandi anziani);
  • più sola (il 51% è anagraficamente solo contro il 31% della provincia);
  • più fragile (per una maggior presenza di disabili e anziani fragili);
  • più diseguale (a fronte della presenza di contribuenti con reddito elevato si rileva un alto numero di persone a rischio di marginalità: immigrati recenti, senza fissa dimora, carcerati ed ex detenuti…).

 Il quadro socioeconomico e demografico condiziona notevolmente quello epidemiologico, contraddistinto dalla grande incidenza di malattie croniche e da un forte bisogno di assistenza sociale e socio‐sanitaria, con il rischio di produrre medicalizzazioni inappropriate, con particolare riferimento all’accesso improprio al Pronto Soccorso.

In questo contesto appaiono elevati anche i rischi per la popolazione dei minori, nell’ambito della quale le difficoltà economiche e di integrazione portano con sé emarginazione sociale, disturbi psicologici, comportamentali e varie forme di devianza.

L’analisi dei consumi sanitari evidenzia un maggior ricorso all’ospedalizzazione e alla specialistica, che può essere messo in relazione in parte alla maggior offerta presente in città rispetto ai comuni limitrofi, e in parte alle problematiche socio‐economiche sopra evidenziate. Da segnalare la limitata adesione agli screening, presumibilmente riconducibile allo scarso coinvolgimento delle fasce meno abbienti e ad un consistente ricorso al privato da parte di quelle con maggiore disponibilità economica.

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