L'offerta dei servizi

Comunità professionale e strutture sanitarie del Distretto

La comunità professionale

Nei diversi ambiti territoriali dell’Azienda USL di Bologna, nelle Case della Salute si individuano comunità di professionisti della salute stabili, affiatate, competenti e autorevoli che si riorganizzano intorno ai cittadini/pazienti per garantire servizi di più alta qualità e non solo abitare la stessa struttura.

Queste comunità comprendono tutti i professionisti pubblici e privati che fanno riferimento alle attività di promozione della salute, prevenzione, diagnosi, cura, assistenza e riabilitazione dei cittadini con problemi di salute, con particolare riferimento alle patologie croniche ed alle condizioni di fragilità e disabilità.

Ogni comunità è composta da circa 200 professionisti tra addetti all’accoglienza, medici di medicina generale, medici specialisti dipendenti, convenzionati e accreditati, pediatri, professionisti degli ambulatori assistenziali, di assistenza domiciliare integrata, professionisti del Centro di Salute Mentale, del Centro di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, professionisti dei consultori, di Day Care, dei Punti di assistenza e coordinamento delle Cure Primarie, professionisti della prevenzione, della promozione e dell’educazione alla salute.

Anche i professionisti dei Servizi Sociali Territoriali del Comune sono a pieno titolo parte delle comunità professionali e operano in team con i professionisti sanitari, tanto nella realizzazione dei progetti individualizzati di vita e di cura che nell’attivazione delle risorse della comunità locale.

La struttura urbana del Distretto di Bologna con la sua specifica distribuzione della popolazione, dei servizi e, in particolare, dei Medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta richiede un particolare approfondimento del processo di progettazione, sviluppo e consolidamento delle comunità professionali che fanno capo alle Case della Salute.

A differenza degli altri Distretti, Bologna presenta una popolazione concentrata e un sistema di trasporti che facilita la mobilità e la fruizione dei servizi sanitari. In particolare:

  • Una distribuzione polverizzata e diffusa degli studi dei Medici di Medicina Generale e Pediatri di libera scelta;
  • Una forte rete di strutture territoriali (5 di grandi dimensioni, Case della Salute Borgo-Reno, Navile, San Vitale- San Donato e poliambulatori Mengoli e S. Isaia) e 6 di medio‐piccole dimensioni (poliambulatori Carpaccio, Mazzacorati, Montebello, Reno, Byron e Pilastro);
  • I grandi ospedali cittadini, con un’offerta ai servizi praticamente esaustiva e autosufficiente per tutte le esigenze sanitarie.

Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta

Cerca il Medico o il Pediatra sulla pagina dedicata del Progetto SOLE - SanitàOnLina

Quartieri, Case della Salute e servizi

Quartiere Borgo-Reno

Quartiere Navile

Quartiere Porto-Saragozza

Quartiere San Donato-San Vitale

Quartiere Santo Stefano

Quartiere Savena

Gli Ospedali

Le strutture ospedaliere pubbliche presenti nel territorio distrettuale sono cinque:

Ospedale Maggiore (Vai alla pagina dedicata)

Ospedale Bellaria (Vai alla pagina dedicata)

ISNB - Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (Vai al sito)

AOSP Bologna - Policlinico Sant'Orsola-Malpighi (Vai al sito)

IOR – Istituto Ortopedico Rizzoli (Vai al sito)

Prevenzione, promozione della salute, sanità pubblica

Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna ha la finalità di prevenire le malattie, promuovere, proteggere e migliorare la salute e il benessere dei cittadini.

I servizi del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Bologna: Igiene e sanità pubblica, Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, Sanità pubblica veterinaria. Tutte le informazioni

Screening

Numero verde per l'Azienda USL di Bologna:

800 31 48 58, dalle 10 alle 15 dal lunedì al venerdì

Vai alla pagina dedicata agli Screening Regionali nell'Ausl di Bologna

Gli screening nel Distretto Città di Bologna

Lo Screening per il tumore del collo dell’utero

Attivo dal 1996, si rivolge alle donne di età compresa fra i 25 e i 64 anni, alle quali viene offerto con periodicità triennale il Pap-test quale test di 1° livello. Le donne positive a questo test hanno l’opportunità di accedere alla colposcopia quale esame di 2° livello e agli eventuali ulteriori trattamenti terapeutici.

Nello stesso periodo la popolazione che ha effettuato il test di screening all’interno del programma è stata di 103.149 donne pari al 44,2 %.

Il distretto Città di Bologna è quello con l’adesione più bassa (37,2%, la media aziendale è del 44.2%).

Esiste però una percentuale consistente di popolazione che effettua il test autonomamente, presso ginecologi liberi professionisti, comportamento che appare ricorrente nei grandi centri urbani.

Nel periodo 2011-14 in AUSL l’88,9% delle donne 25-64enni intervistate (Indagine di sorveglianza PASSI) ha riferito di aver eseguito un test preventivo negli ultimi tre anni, dato perfettamente in linea con quello della Regione Emilia-Romagna. Il 36% delle donne residenti in AUSL ha eseguito il test al di fuori dei programmi di screening, atteggiamento che risulta più frequente fra le donne del Distretto Città di Bologna (45%).

Dall’anno 2016 è stato introdotto l’HPV test quale test di screening primario del collo dell’utero, per le donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni, sostituendosi al Pap-Test (che diventerà test di secondo livello). L’inserimento avverrà in modo graduale secondo un round triennale che prevede l’introduzione di singole fasce d’età. L’intervallo di screening per le donne negative all’HPV test sarà quinquennale. Si manterrà il Pap-Test quale test primario invece per le donne più giovani, di età compresa tra i 25 e i 29 anni.

Lo Screening per il tumore della mammella

Attivo dal 1997, si rivolge alle donne di età compresa fra i 45 e 74, alle quali viene offerta la mammografia quale test di 1° livello con periodicità annuale per le classi di età 45-49 e biennale per le classi di età 50-74 anni. Le donne positive a questo test hanno la possibilità di accedere agli approfondimenti di 2° livello ed agli eventuali trattamenti terapeutici. La popolazione femminile interessata dal programma è costituita da circa 182.000 donne. Nel biennio 2014-2015 il programma ha coinvolto complessivamente 157.426 donne, pari al 90% della popolazione bersaglio.

Il Distretto Città di Bologna è quello che ha un’adesione complessiva più bassa (64,6% contro il 66.4% aziendale). L’adesione è stata complessivamente del 66,4% (67,9% per la classe 50-69 anni, 57,4% per la classe 45-49anni e 73,3% per la classe 70-74 anni).

Nel periodo 2011-14 in AUSL l’86,1% delle donne 50-69enni intervistate nell’ambito del sistema di sorveglianza PASSI, ha riferito di aver eseguito una mammografia, in assenza di sintomi, negli ultimi due anni, in linea col dato della Regione Emilia-Romagna. Il 70,3% delle donne 50-69enni ha eseguito il test all’interno dei programmi di screening e il 15,8% al di fuori. Il Distretto Città di Bologna è quello che registra la quota di adesione spontanea al di fuori dei programmi di screening organizzati fra le donne 50- 69enni (19.5%).

Lo screening per il tumore del colon retto

Attivato nel 2005 e si rivolge ad uomini e donne di età compresa fra i 50 e i 69 anni con l’offerta di un esame per la ricerca del sangue occulto nelle feci (FOBT) con intervallo biennale. La popolazione interessata da questo programma di è di circa 220.000 persone a livello aziendale . Anche in questo screening, in caso di positività del test vengono proposti accertamenti di 2° livello ed eventuali trattamenti terapeutici.

Nel biennio 2014-2015 il programma ha coinvolto complessivamente 218.389 persone pari al 97,9 %. L’adesione media aziendale all’invito del totale della popolazione bersaglio è stata del 49,9%. Nel corso del solo anno 2015 l’adesione a livello aziendale è stata il 55,8%, il Distretto Città di Bologna è quello con l’adesione più bassa, pari al 47,9%, confermando il comportamento della popolazione cittadina che, avendo maggiori offerte sanitarie, tende complessivamente ad una adesione più bassa al programma del Servizio Pubblico.

Nel periodo 2011-14 in AUSL il 69,5% delle persone 50-69enni intervistate nell’ambito del sistema di sorveglianza PASSI ha riferito di aver eseguito negli ultimi 2 anni un esame di screening colon rettale (ricerca del sangue occulto).

Il dato sulle esecuzione del test nel Distretto Città di Bologna è del 66,7% un po’ più basso rispetto al dato Aziendale.

I servizi sociali

Lo Sportello Sociale del Comune di Bologna (Vai alla pagina)

Salute Mentale

Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza

Il Centro Salute Mentale

SerT (Servizio Tossicodipendenze)

Farmacie

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