La salute dei cittadini del Distretto di Pianura Est

I bisogni, le fragilità, gli elementi di rischio per la salute

Secondo i dati del sistema di sorveglianza PASSI per l'Italia, coordinato dalla Regione Emilia-Romagna e dall'Istituto Superiore di Sanità, nel Distretto di Pianura Est il 70% delle persone percepisce come buono il proprio stato di salute (valore medio Azienda USL di Bologna 70,8%).

Nel territorio del Distretto la mortalità per malattie dell'apparato cardiovascolare è significativa, così come si registrano stili di vita caratterizzati da prevalenze significative di soggetti obesi, ipertesi, diabetici e  fumatori. I tassi di adesione agli screening, pur in calo, sono mediamente alti, in particolare per gli screening del colon-retto e della cervice uterina.

La popolazione over65enne con livello di fragilità alta o molto alta è pari al 6,2% della popolazione complessiva, mentre i soggetti con livello di fragilità medio rappresentano il 9,9% della popolazione residente. La fragilità, aumenta al crescere dell’età ed è maggiore nei soggetti deprivati e molto deprivati e nei soggetti con pluripatologie.

Rispetto alle dipendenze si osserva che il numero di utenti in carico è sostanzialmente basso per gli alcolisti (1,74 per 1000 rispetto alla media aziendale 1,80 per 1000) così come per gli utenti tossicodipendenti (2,73 per 1000 vs 4,15 per 1000 aziendale) e, comunque, i più bassi fra i Distretti.

In ambito socio-sanitario si registra la tendenza costante all’incremento dei consumi per disabili adulti (sia per numero che per complessità assistenziale) e per minori 0-18. Si osserva negli ultimi anni la comparsa di Case famiglia (almeno già una decina sul territorio del Distretto) che non dovendo assoggettarsi ad autorizzazioni o accreditamenti sono difficilmente “censibili” e nate, teoricamente, per rispondere a bisogni socio-assistenziali di persone autosufficienti o parzialmente tali, di fatto utilizzate spesso come soluzioni a minor costo perché a basso livello assistenziale, offerte anche a soggetti non autosufficienti.

Il fenomeno può essere letto in correlazione con la crisi economica e con le difficoltà per famiglie sempre meno numerose di assistere i propri congiunti. 

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