Il ruolo dell'alimentazione nella terapia antitumorale

Come mangiare e cosa evitare per migliorare il proprio stato di salute prima, durante e dopo la terapia. Strategie nutrizionali per prepararsi alla chemioterapia e contrastare gli effetti collaterali.

Sintesi

Il cancro è la seconda causa di morte nel mondo. È una patologia caratterizzata dall'accumulo di mutazioni a livello del DNA in geni specifici denominati oncogeni ed oncosoppressori.

Adottare uno stile di vita corretto, basato su una dieta equilibrata associata all'esercizio fisico, gioca un ruolo fondamentale nel diminuire l’insorgenza e lo sviluppo dei tumori più diffusi nei paesi occidentali. È stato dimostrato, infatti, che seguire una dieta basata sul modello mediterraneo aiuta a prevenire il rischio di tumori e in generale che una dieta ricca di vegetali (frutta e verdura), cereali integrali, legumi e povera di grassi animali e carne, costituisce un fattore protettivo rispetto all'insorgenza di tumori. 

La corretta alimentazione durante la terapia e al termine delle cure è un aspetto da tenere in particolare considerazione e che solo negli ultimi anni sta ricevendo la giusta e necessaria attenzione.

La terapia antitumorale

Il trattamento d’elezione per la maggior parte dei tumori è la chemioterapia che ha lo scopo di distruggere le cellule tumorali. Anche se ha contribuito a migliorare in maniera significativa il tasso di sopravvivenza, gli effetti collaterali della terapia rimangono il problema principale per i pazienti oncologici. 

Le conseguenze negative del trattamento chemioterapico più frequenti riguardano il tratto gastro-intestinale e le modificazioni del senso del gusto. In generale la chemioterapia può indurre: disgeusia, nausea, vomito, costipazione, diarrea, mucositi e fatigue. Questi effetti collaterali portano a una riduzione dell’assunzione di cibo che compromette lo stato nutrizionale ed il profilo immunologico dei pazienti. 

La malnutrizione e la perdita di massa muscolare, dovute non solo agli effetti fisici e metabolici del tumore, ma anche agli effetti collaterali delle terapie, sono frequenti nei pazienti oncologici e nei soggetti che sono andati incontro a recidive e hanno un effetto significativo sull'esito del trattamento. Contrastare queste problematiche aiuta a migliorare la qualità di vita del paziente e l’esito clinico della terapia, infatti pazienti con normale apporto nutrizionale risultano più tolleranti ai trattamenti.

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carota arancio.png  Prima della terapia 

Strategie nutrizionali per prepararsi alla chemioterapia

Non esistono studi sistematici sulle migliori scelte nutrizionali per affrontare la chemioterapia, favorirne l’efficacia terapeutica e contrastarne gli effetti collaterali. Tuttavia, è possibile adottare alcune strategie per preparare al trattamento l’apparato gastro-intestinale, che risulta essere il tratto maggiormente colpito durante la terapia.

Prima della terapia si consiglia di aumentare:

- l’assunzione di liquidi;

- l’apporto di fibre attraverso la dieta.

Tra gli alimenti sono da preferire:

- i cereali integrali (pane integrale a lievitazione naturale, avena, riso integrale) ricchi di fibre e di molecole ad azione anti-infiammatoria, da masticare bene per limitare il gonfiore addominale;

- il pesce, in particolare il pesce azzurro, ricco di acidi grassi omega 3 ad azione anti-infiammatoria ed immunostimolante;

- le verdure di stagione ricche di vitamine e di sostanze anti-ossidanti.

Alcuni studi più recenti in modelli pre-clinici hanno suggerito un possibile effetto protettivo del digiuno 48 ore prima della terapia, ma nonostante siano in corso numerosi trials clinici, non ci sono ancora evidenze scientifiche sufficienti per sostenerlo e consigliarlo.
Per saperne di più.

 

carota arancio.png  Durante la terapia

Diversi studi hanno indagato gli interventi dietetici e le strategie nutrizionali per contrastare effetti collaterali della terapia antitumorale.

- Disgeusia
- Nausea e vomito
- Costipazione
- Diarrea
- Mucositi
- Xerostomia
- Inappetenza
- Fatigue o astenia

  • Interazioni desiderate/indesiderate durante la terapia

Per esercitare l’effetto terapeutico, ogni farmaco deve raggiungere il suo bersaglio, nella giusta concentrazione e senza interferenze: un dosaggio troppo basso non avrà effetto mentre un dosaggio eccessivo produrrà un effetto tossico. La quantità di farmaco adeguata è definita biodisponibilità.

La biodisponibilità dipende molto della via di somministrazione, per questo assistiamo a un uso sempre crescente di chemioterapici orali. La somministrazione orale, infatti, offre notevoli vantaggi come la riduzione dei costi e dei tempi di ospedalizzazione; inoltre i trattamenti orali sono preferiti dai pazienti e offrono una biodisponibilità ottimale.

Vi sono alcune sostanze o fattori (farmaci, alimenti, supplementi nutrizionali, eccipienti, fattori ambientali) che possono interagire con il farmaco modificandone la biodisponibilità. Anche la variabilità individuale, differenze fisiologiche (età, sesso) o fattori genetici, può determinare una risposta diversa del farmaco in pazienti con lo stesso regime terapeutico.

Queste interazioni vanno attentamente valutate in corso di terapia. Infatti, il medico specialista dovrà tenersi sempre aggiornato e il paziente dovrà essere informato per poter evitare le interazioni sfavorevoli ed eventualmente seguire le indicazioni favorevoli.

Approfondisci le interazioni dei farmaci chemioterapici con alimenti, integratori e fitoterapici.

 

carota arancio.png  Dopo la terapia

E' fondamentale bere liquidi perché aiuta a smaltire più rapidamente i metaboliti dei farmaci e quindi a prevenirne i possibili effetti tossici su reni e vescica.

Un piano nutrizionale personalizzato che tenga conto della terapia somministrata e degli effetti collaterali segnalati dal paziente, può contribuire a minimizzare i sintomi ed evitare le complicazioni. Inoltre, può apportare un notevole miglioramento della qualità di vita del paziente, contribuire a ridurre il tempi di ospedalizzazione e migliorare l'esito clinico.

  •  Contrastare la progressione tumorale e le recidive 

Esistono diverse evidenze scientifiche che dimostrano come certe scelte dietetiche e stili di vita siano in grado di ridurre o incrementare il rischio di tumore; al contrario sono ancora controversi i dati su un possibile ruolo di diete specifiche o supplementi dietetici nel migliorare la prognosi di tumori già in atto.

Il limite principale di studi di questo tipo è rappresentato dal fatto che la popolazione dei cancer survivors (soggetti che hanno già avuto una diagnosi di tumore) è di per sé molto eterogenea e quindi condurre studi comparativi è molto difficile. Nonostante questi limiti, negli ultimi anni, sono aumentati il numero di studi, volti a testare l'effetto di scelte alimentari o supplementi dietetici nel migliorare la prognosi, questo grazie anche all'interesse dimostrato dai pazienti, che considerano la possibilità di seguire una terapia complementare il modo migliore per giocare un ruolo attivo nel processo terapeutico, con lo scopo di implementarne l'efficacia e raggiungere più rapidamente la guarigione.

Proprio per questo, i cancer survivors dovrebbero ricevere cure nutrizionali da un professionista adeguatamente formato o comunque cercare di mantenere un peso adeguato e fare attività fisica.

Possibili interventi dietetici per prevenire le recidive nel cancro al seno.

Possibili interventi dietetici per prevenire le recidive nel cancro al colon retto.

 

Alimenti protettivi e alimenti da evitare

Sono sempre di più gli studi che dimostrano l'importanza di una sana alimentazione non solo nella prevenzione del cancro ma anche nelle sue recidive. L'American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. In certi casi ciò dipende dalla presenza in alcuni cibi di sostanze che favoriscono lo sviluppo della malattia.

La maggior parte degli studi epidemiologici ha dimostrato che un'alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa e la progressione della malattia, mentre privilegiare alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi, come cereali integrali, legumi e verdure, può avere un effetto protettivo.

Alcuni studi recenti parlano inoltre di una stretta correlazione tra alimentazione, microbiota e cancro

alimenti sì no

Il ruolo positivo dell'esercizio fisico

Una regolare attività fisica, anche d'intensità moderata, contribuisce a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita. L'esercizio fisico, infatti, aiuta a ridurre fattori di rischio come l'infiammazione cronica e l'adiposità e contribuisce a tenere sotto controllo i livelli ematici di glicemia, insulina ed estrogeni, per tanto è considerato un fattore protettivo nel rischio di sviluppare tumori.

Alcuni studi hanno anche evidenziato come l'attività fisica dopo una diagnosi di cancro possa ridurre il rischio di recidiva e la mortalità. Una leggera pratica sportiva è ben tollerata e sicura nelle diverse fasi della malattia oncologica, anche in pazienti con stadi avanzati di patologia e durante le terapie. 

I pazienti oncologici, in generale, hanno bassi livelli di attività fisica e questo genera una diminuzione della massa muscolare che può sfociare nella sarcopenia.

Fino a pochi anni fa ai pazienti in terapia veniva addirittura sconsigliata l'attività fisica per evitare l'affaticamento e una ulteriore perdita di energia. Gli studi più recenti dimostrano, invece, che l'esercizio fisico aiuta ad alleviare gli effetti più comuni della chemioterapia, quali il dolore, la nausea e la fatigue.

Inoltre, l'attività fisica aumenta l'efficienza cardiovascolare, la rigenerazione muscolare e stimola la produzione di eritrociti e il sistema immunitario.

Naturalmente l'esercizio fisico deve essere svolto sotto controllo di uno specialista e deve essere modificato in base alla cardio-tossicità dei farmaci.

 

Consulta la bibliografia.

 

I contenuti della pagina sono stati sviluppati a partire dal lavoro di ricerca di Marilena Ciciarello per la Tesi del Master di II livello in Alimentazione ed educazione alla salute dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, dal titolo "Alimentazione nella prevenzione dei tumori e in chemioterapia”.

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