A scuola in sicurezza

pubblicato il 21/09/2020 10:17
Le risposte alle principali domande su come comportarsi a scuola per contenere la diffusione di Covid-19 e cosa fare in caso di sintomi. Ultimo aggiornamento 31 marzo 2022.

Sintesi

Il DL 24 del 24 marzo 2022 semplifica la gestione dei contatti stretti di casi positivi in ambito scolastico.
Nei nidi e nelle scuole d'infanzia l’attività educativa e didattica rimane sempre in presenza. Fino a tre casi di positività nella stessa sezione o gruppo classe è previsto l'utilizzo della mascherina chirurgica per i bambini di 6 anni di età o più. Con quattro o più casi di positività nella stessa sezione o gruppo classe è prevista l'autosorveglianza con l'utilizzo della mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto per i bambini di 6 anni di età o più. In caso di sintomi è necessario effettuare un tampone antigenico o molecolare. 

Nelle scuole primarie e secondarie l’attività didattica rimane sempre in presenza per tutti. Con quattro o più casi di positività nella stessa classe è prevista l'autosorveglianza con l'utilizzo della mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto. In caso di sintomi è necessario effettuare un tampone antigenico o molecolare. 

Rientro a scuola

Per chi si trova in quarantena sarà necessario eseguire un tampone antigenico o molecolare in farmacia o presso strutture sanitarie autorizzate con esito negativo per essere riammessi a scuola.

I casi positivi possono rientrare a scuola presentando l'esito negativo del tampone antigenico o molecolare, effettuato in una farmacia o presso una struttura sanitaria autorizzata, nei tempi stabiliti nella disposizione di inizio isolamento. Non è più necessario presentare la disposizione di fine isolamento. 

I contatti di caso positivo posti in quarantena possono rientrare a scuola presentando l'esito negativo del tampone antigenico o molecolare, effettuato in una farmacia o presso una struttura sanitaria autorizzata, nei tempi stabiliti nella disposizione di inizio quarantena. Non è più necessario presentare la disposizione di fine quarantena, in quanto non sarà più prodotta e inviata.

Dal 1 aprile i contatti stretti non saranno più posti in quarantena.

 A scuola in sicurezza

Novità nella gestione dei casi e contatti a scuola

Il Decreto-Legge 24 del 24 marzo 2022 semplifica i provvedimenti nella gestione dei contatti stretti dei casi Covid-19 in ambito scolastico. 
Nei nidi e nelle scuole d'infanzia l’attività educativa e didattica rimane sempre in presenza. Fino a tre casi di positività nella stessa sezione o gruppo classe è previsto l'utilizzo della mascherina chirurgica per i bambini di 6 anni di età o più. Con quattro o più casi di positività nella stessa sezione o gruppo classe è prevista l'autosorveglianza con l'utilizzo della mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto per i bambini di 6 anni di età o più. In caso di sintomi è necessario effettuare un tampone antigenico o molecolare. 
Nelle scuole primarie e secondarie l’attività didattica rimane sempre in presenza per tutti. Con quattro o più casi di positività nella stessa classe è prevista l'autosorveglianza con l'utilizzo della mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto. In caso di sintomi è necessario effettuare un tampone antigenico o molecolare. 

Report Covid-19 a scuola

Consulta l'aggiornamento settimanale sui dati relativi al contagio in ambito scolastico.

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Per i genitoriPer genitori

Cosa fare in caso di un figlio con sintomi?

È molto importante non portare il bambino a scuola in presenza di febbre (>37,5°C) accompagnata o meno da altri sintomi respiratori come tosse e raffreddore con difficoltà respiratoria, vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere), diarrea (tre o più scariche con feci semiliquide o liquide), perdita del gusto (in assenza di raffreddore), perdita dell’olfatto (in assenza di raffreddore), cefalea intensa.

Scarica e stampa l'infografica dedicata

Il solo raffreddore, senza altri sintomi, non deve invece essere inteso come un motivo per sospendere la frequenza scolastica, in quanto si tratta di una condizione molto frequente in particolar modo negli alunni delle scuole di primo grado.
In caso di sintomi Covid-19 è necessario prendere contatto con il proprio Pediatra o Medico curante che valuterà sulla base dei sintomi e del quadro epidemiologico se sottoporre o meno il bambino al tampone per la ricerca di SARS-CoV-2. Se il tampone è positivo, l’alunno/a sarà tenuto all'isolamento a casa fino alla guarigione. Il Dipartimento di Sanità Pubblica avviserà il referente Covid scolastico per l’individuazione dei contatti stretti a cui saranno date indicazioni per l’eventuale quarantena.

Cosa succede quando un alunno è positivo?

Servizi educativi da 0 a 6 anni (nidi e scuole d'infanzia)

L’attività educativa e didattica rimane in presenza per tutti.

Con quattro o più casi di positività nella stessa classe è prevista l'autosorveglianza per educatori, docenti e bambini con l'utilizzo della mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto per chi ha 6 anni o più. In caso di sintomi è necessario effettuare un tampone antigenico (rapido o autosomministrato) o molecolare. Nel caso di test autosomministrati è necessario attestare l'esito negativo con una autocertificazione. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto.

Scuole primarie e secondarie

L’attività educativa e didattica rimane in presenza per tutti.

Con quattro o più casi di positività nella stessa classe è prevista l'autosorveglianza per alunni e docenti con l'utilizzo della mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto. In caso di sintomi è necessario effettuare un tampone antigenico (rapido o autosomministrato) o molecolare. Nel caso di test autosomministrati è necessario attestare l'esito negativo con una autocertificazione. Se si è ancora sintomatici, il test va ripetuto al quinto giorno successivo alla data dell’ultimo contatto.

 

Cosa serve per rientrare a scuola?

Chi è già in quarantena

Per chi si trova in quarantena all'entrata in vigore del DL 24 del 24 marzo 2022 sarà necessario concludere la quarantena con l'esecuzione di un tampone antigenico o molecolare in farmacia o presso strutture sanitarie autorizzate con esito negativo per essere riammessi a scuola.

Casi positivi (isolamento)

casi positivi possono rientrare a scuola presentando l'esito negativo del tampone antigenico o molecolare, effettuato in una farmacia o presso una struttura sanitaria autorizzata, nei tempi stabiliti nella disposizione di inizio isolamento e secondo le indicazioni del proprio medico di medicina generale o pediatra. 

Non è più necessario presentare la disposizione di fine isolamento per rientrare a scuola. 

Contatti di caso (quarantena)

contatti di caso positivo posti in quarantena possono rientrare a scuola presentando l'esito negativo del tampone antigenico o molecolare, effettuato in una farmacia o presso una struttura sanitaria autorizzata, nei tempi stabiliti nella disposizione di inizio quarantena. 

Non è più necessario presentare la disposizione di fine quarantena, in quanto non sarà più prodotta e inviata.

Dal 1 aprile i contatti stretti non saranno più posti in quarantena.

Rientro a scuola

Cosa fare se un genitore è positivo?

I figli del genitore positivo (con 6 anni o più) saranno tenuti all'autosorveglianza con obbligo di mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto. In caso di sintomi durante l'autosorveglianza occorre fare un test antigenico o molecolare.  

Quali certificazioni vengono rilasciate?

Alunno positivo

In caso di positività dell’alunno sarà disposto l'isolamento. Il Dipartimento di Sanità Pubblica invierà una lettera di inizio isolamento tramite PEC alla famiglia e al Pediatra o Medico curante, con la quale sarà possibile giustificare l’assenza da scuola. In seguito all’esito negativo di un tampone, molecolare o antigenico, effettuato secondo le tempistiche indicate nella lettera il Dipartimento di Sanità Pubblica invierà alla famiglia l’attestato di fine isolamento.

Alunno negativo

Se l’alunno sviluppa sintomi compatibili con il Covid-19 ma il tampone è negativo il rientro a scuola potrà avvenire in seguito alla guarigione.

Alunno con altri sintomi

Se il Pediatra o Medico di medicina generale ritiene che l’alunno abbia sintomi non compatibili con il Covid-19 e quindi non reputa necessario il tampone, si procederà come per il consueto periodo di convalescenza.

Familiare positivo

In caso di positività di un familiare sarà disposta la quarantena per l’alunno/a in qualità di contatto stretto. Il Dipartimento di Sanità Pubblica invierà una lettera di inizio quarantena tramite PEC con la quale sarà possibile giustificare l’assenza da scuola. Alla fine della sorveglianza, se non sono emersi sintomi o non si hanno avuto tamponi positivi, potrà essere riammesso a scuola presentando l'esito negativo al tampone di fine quarantena.

Contatto in ambito scolastico

Agli alunni e al personale scolastico che hanno avuto un contatto con un caso positivo dal 1 aprile non sarà più disposta la quarantena. 

Per il personale scolasticoInsegnanti

Distanziamento e uso della mascherina

Gli insegnanti devono rimanere dietro la cattedra e mantenere una distanza di due metri dagli alunni. Quando non è possibile devono utilizzare la mascherina.

Cosa fare in caso di sintomi?

Se l’insegnante o qualsiasi altro operatore scolastico ha sintomi riconducibili al Covid-19 deve restare a casa e contattare il proprio Medico di medicina generale. Se un insegnante o un operatore scolastico ha sintomi a scuola, deve indossare, come già previsto, una mascherina chirurgica. L’operatore dovrà allontanarsi dalla struttura, rientrando al proprio domicilio e contattare il proprio Medico di medicina generale per la necessaria valutazione clinica. Il Medico curante valuterà l’eventuale prescrizione del test diagnostico. In caso di sospetto Covid-19, il Medico richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Sanità Pubblica che programma ed esegue il test diagnostico. Gli operatori scolastici hanno una priorità nell’esecuzione dei test diagnostici. In caso di esito positivo il Dipartimento di Sanità Pubblica contatta l’operatore per l’indagine epidemiologica per la definizione dei contatti stretti e le procedure di sorveglianza conseguenti. In caso di diagnosi di patologia diversa da Covid-19, il Medico redigerà una attestazione per la riammissione a scuola dell’operatore specificando di aver seguito il percorso previsto per Covid-19.  

Cosa succede se un educatore o insegnante è positivo?

L'educatore o insegnante che risulti positivo a un tampone antigenico o molecolare eseguito in farmacia o presso strutture sanitarie autorizzate, oppure all'autotesting per vaccinati con dose di richiamo, sarà tenuto all'isolamento fino alla guarigione.

I casi positivi del personale scolastico non è considerato nel conteggio dei casi positivi nella sezione o gruppo classe.  

Cosa fare in caso di alunno con sintomi?

L’alunno che presenti sintomi compatibili con il Covid-19 dovrà essere accompagnato in una area di isolamento dedicata all'interno della scuola, gli verrà consegnata una mascherina chirurgica se non già in suo possesso e saranno avvisati i genitori.

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L’adulto responsabile di gestire lo studente fino all’arrivo dei genitori - individuato dall'istituto, nel quale è presente un referente Covid-19 - utilizzerà a sua volta una mascherina chirurgica, evitando il contatto e mantenendo le distanze. La famiglia, allertata dal referente scolastico Covid-19, sarà responsabile di condurre l’alunno a casa e di ricorrere al Pediatra o al Medico curante di riferimento.

Sarà il Medico a valutare, in base alla situazione clinica, alla storia dell’alunno, al contesto familiare ed epidemiologico, l’opportunità o meno di richiedere il tampone naso-faringeo.

La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata dal Dipartimento di Sanità Pubblica in base al numero di casi confermati, di eventuali focolai e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità. Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata. Inoltre, il Dipartimento di Sanità Pubblica potrà prevedere l’invio di unità mobili per l’esecuzione di test diagnostici presso la struttura scolastica per definire l’eventuale circolazione del virus e circoscriverne la diffusione.

Test salivari nelle scuole

Il piano di monitoraggio nazionale coinvolge 4.200.000 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia. Nel territorio della Città Metropolitana di Bologna sono 5 gli istituti scolastici individuati, di cui uno a Imola, come "scuole sentinella" per un totale di 1.442 studenti invitati a partecipare per la raccolta di 865 campioni ogni 15 giorni. 

Scopri di più

Distanziamento e uso della mascherina

Nidi e scuole dell’infanzia (da 0 a 6 anni)

Non è previsto l’obbligo di indossare la mascherina. Per chi ha 6 anni è previsto l'utilizzo della mascherina chirurgica per 10 giorni dall'ultimo contatto in caso di 1-3 positività nella sezione o gruppo classe. Con 4 o più casi positivi, per chi ha 6 anni è previsto l'utilizzo della mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto.  

Scuola primaria e secondaria

La mascherina deve essere chirurgica ma è consentito l’utilizzo di dispositivi di maggior efficacia protettiva, e deve essere utilizzata sia in condizioni di staticità (per esempio, quando si è seduti al banco) sia quando si è in movimento e non è possibile mantenere la distanza di almeno un metro tra le persone. Con 4 o più casi positivi nella classe è previsto l'utilizzo della mascherina FFP2 per 10 giorni dall'ultimo contatto.

Alunni con disabilità

Per gli studenti con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/92, nelle situazioni che potrebbero controindicare, anche temporaneamente, l’utilizzo della mascherina, la famiglia può rivolgersi al proprio Pediatra di libera scelta, Medico di medicina generale, Pediatra ospedaliero o Neuropsichiatria infantile di riferimento. In seguito a valutazione il medico attesterà le limitazioni nell’utilizzo dei dispositivi di protezione. Tali attestazioni andranno consegnate dalla famiglia alla scuola.

Trasporti pubblici, mensa, sanificazione locali scolastici

Come bisogna comportarsi su autobus e scuolabus?

Prima di salire su autobus e scuolabus è necessaria la misurazione della temperatura corporea a casa ed è vietato salire in caso di febbre sopra i 37,5° C.
Sugli scuolabus si applicano inoltre alcuni ulteriori obblighi come igienizzare le mani, indossare la mascherina FFP2 per tutto il tempo del viaggio (questa misura non si applica ai bambini con meno di 6 anni e con forme di disabilità che controindichino l’uso continuativo della mascherina) e il rispetto della seduta negli spazi individuati per mantenere il corretto distanziamento.

Come bisogna comportarsi in mensa?

L’accesso ai locali mensa deve essere regolato prevedendo il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone e l’areazione frequente dei locali.
Sono vietati buffet a self-service con alimenti esposti. Nei banchi di distribuzione si raccomanda la somministrazione diretta da parte degli addetti di pasti in monoporzioni.
Nel caso gli spazi destinati al pasto non siano sufficienti possono essere proposte soluzioni alternative, ad esempio con la distribuzione del pasto direttamente all’interno delle aule didattiche.
È molto importante garantire la corretta igiene delle mani dei bambini e degli addetti alla distribuzione dei pasti ed evitare la condivisione di posate e bicchieri.

Nelle scuole primarie, in presenza di un caso positivo all'interno della classe, si raccomanda di consumare il pasto ad una distanza di almeno 2 metri tra le persone.

Come vengono sanificati i locali scolastici?

Gli istituti scolastici sono tenuti a organizzare quotidianamente la sanificazione degli ambienti, in particolar modo dovranno essere sanificate le superfici che vengono frequentemente toccate con le mani (es: maniglie delle porte, corrimano delle scale, interruttori della luce ecc…). Bisogna utilizzare prodotti con azione virucida, in grado cioè di eliminare eventuali presenze di virus infettanti. Nel caso in cui un alunno risulti positivo al Covid-19 verrà eseguita una sanificazione straordinaria degli ambienti che l’alunno ha frequentato (aula ed eventualmente palestra e mensa).

A chi rivolgersi in caso di dubbi?

Sono il genitore di un alunno/a. A chi posso chiedere informazioni?

Le famiglie hanno 3 referenti a cui chiedere informazioni su comportamenti e procedure relative a Covid-19:

  • il referente Covid presente in ogni sede scolastica, adeguatamente formato;
  • il Pediatra di libera scelta del figlio o figlia;
  • il proprio Medico di medicina generale.

Sono il referente Covid della scuola. A chi posso chiedere informazioni?

I referenti scolastici possono contattare i Pediatri del gruppo Covid individuati in ciascun distretto territoriale utilizzando gli indirizzi mail e i numeri telefonici forniti dal Dipartimento di Sanità Pubblica.

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