Le considerazioni dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto ai tempi del COVID 19 fase 1

pubblicato il 16/06/2020 16:36
Lettera di C. , Gruppo Alcolisti Anonimi

Corona Virus, Covid 19, subdolo nemico invisibile…. In quanti modi è stata etichettata questa pandemia che ci ha colpito così duramente e così improvvisamente?
Sono stati spesi fiumi di inchiostro, di parole.
Tutti sappiamo ormai fin troppo bene, avendolo vissuto direttamente, quanto è costato umanamente (e ci costa tuttora) questo assurdo momento che l’intero pianeta sta affrontando, ma forse pochi conoscono le difficoltà che hanno dovuto affrontare quelle splendide realtà, i gruppi di auto mutuo aiuto, che basano il proprio intervento sull’empatia che scaturisce dal rapporto umano, in gran parte “fisico”, tra persone che soffrono delle stesse difficoltà.
Io sono un dipendente, un alcolista, la mia dipendenza principale è l’alcol, ma poco importa la sostanza, potrebbe essere droga, cibo, nicotina, gioco, affetti e cambierebbe ben poco e partecipo all’esperienza di Alcolisti Anonimi.
Quando mi è stato chiesto di portare l’esperienza vissuta personalmente e come membro del gruppo di cui faccio parte la prima cosa che mi è venuta in mente è un breve passaggio della storia di Alcolisti Anonimi, raccontata da un caro amico della nostra fratellanza, un padre gesuita di nome Ed.
Padre Ed era molto preoccupato della reazione (A.A. era ancora molto giovane, costituita da poco più di cinque anni) che avrebbero potuto avere i suoi cari amici alcolisti dopo la tragedia di Pearl Harbour, sarebbe riuscita Alcolisti Anonimi a sopravvivere? quanti avrebbero sofferto di ricadute?
Un giorno camminando sul molo, tormentato da queste riflessioni, incontrò uno di loro che sembrava perfettamente sobrio…. Padre Ed gli chiese come stesse affrontando quel momento terribile della storia americana, come riuscisse a rimanere sereno, a non essere preda della paura collettiva e l’amico alcolista molto semplicemente gli rispose: “vede padre tutti noi siamo preoccupati per quanto è accaduto, ma non dimentichi che ciascuno di noi ha già vissuto la propria Pearl Harbour personale…”.
Credo che in massima parte gli amici del gruppo abbiano affrontato questo lock down con lo stesso spirito. Ci sono cose cui non possiamo porre rimedio, credo che tutti noi, io sicuramente, ci siamo ripetuti mentalmente le frasi con cui, mano nella mano, ci salutiamo ad ogni conclusione di incontro: “concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza per comprenderne la differenza”.
Ovviamente c’è stata molta attenzione nei confronti di quei membri che frequentano da poco tempo, immediatamente si è attivata, in modo ancor più capillare la rete di Alcolisti Anonimi, si è cercato di star loro vicino in tutti i modi, servendoci di tutti i mezzi che la tecnologia fortunatamente ci fornisce.
Per il perdurare della situazione i nostri membri più anziani si sono preoccupati, era necessario cercare di sopperire in qualche modo all’impossibilità di svolgere le nostre riunioni in modo tradizionale, conosciamo fin troppo bene gli effetti devastanti che vengono provocati dalla mancata frequenza… già non poter svolgere le riunioni faceva venir meno un principio cardine di Alcolisti Anonimi, trasmettere il messaggio a quegli alcolisti che si rivolgono a noi in cerca di aiuto… evitare almeno le ricadute diventava ancor più importante.
Si è pensato allora di realizzare una chat di gruppo utilizzando Skype per le sue caratteristiche di gratuità, duttilità, semplicità e senza limiti di tempo.
Ufficialmente la chat funziona negli orari e giornate nelle quali si riunisce il gruppo tradizionale, ma chi conosce il social sa che lo stesso può essere utilizzato in qualsiasi momento, creando un’ulteriore opportunità, per chi lo desiderasse o ne avesse bisogno, di essere costantemente in contatto.
C’è la piena consapevolezza che questo sia un momentaneo ripiego, che nulla può sostituire la magia del ritrovarci, dello stare fisicamente insieme, ma non potendo fare diversamente proviamo almeno di evitare ulteriori danni a quelli che già la pandemia ha provocato.
Sarà dura riprendere, riappropriarci di quella normalità “rubata”, ma sento in me, negli amici la speranza e la voglia di farlo quanto prima, uscendo finalmente da questa assurda bolla che ci ha avvolto isolandoci.
Auguro a tutti una giornata serena.

C. Gruppo Alcolisti Anonimi