La salute dei cittadini nel Distretto di Pianura Ovest

pubblicato il 14/07/2017 13:20
Pianura Ovest si caratterizza per essere il Distretto più giovane, con il comune di Sant’Agata Bolognese che presenta la percentuale più alta di under 15 enni (16,3%).

La popolazione del Distretto, distribuita in sei comuni (San Giovanni in Persiceto, S’Agata Bolognese, Crevalcore, Sala Bolognese, Anzola dell’Emilia e Calderara di Reno),  conta 82.789 residenti, di cui il 51% femmine.

La percentuale di residenti stranieri si attesta su valori medi, con diversità importanti nei singoli Comuni (Crevalcore presenta la
percentuale più alta in tutta l’area metropolitana, 15,5%).

Pianura Ovest si caratterizza per essere il Distretto più giovane, con il comune di Sant’Agata Bolognese che presenta la percentuale più alta di under 15 enni (16,3%).

La popolazione fragile anziana, così come i nuclei di famiglie formati da un solo componente, si presentano con valori inferiori alla media. La mortalità per malattie dell’apparato cardiovascolare è significativa, così come si registrano stili di vita caratterizzati da prevalenze significative di soggetti obesi, ipertesi, diabetici e fumatori.

Il tema della prevenzione è fortemente sentito nella comunità e la partecipazione agli screening è tra le più elevate nel territorio metropolitano.

Per quanto riguarda i consumi, vale la pena di segnalare come la specialistica ambulatoriale presenti il più basso grado di autosufficienza distrettuale (inferiore al 40%), associato ad una scarsa presenza di privato accreditato. Se ne desume, quindi, che i cittadini usufruiscono di molte prestazioni specialistiche ambulatoriali di primo livello al di fuori del proprio territorio.

In ambito socio‐sanitario si osserva un aumento costante e progressivo del disagio minorile così come di forme di disabilità negli adulti.


Nell’assistenza agli anziani si registra un notevole squilibrio tra offerta di posti residenziali pubblici e posti residenziali privati pressoché assenti. Nell’arco di un decennio questo fenomeno, associato al naturale invecchiamento della popolazione, sta conducendo al pieno utilizzo dei posti residenziali pubblici a favore di anziani gravemente non autosufficienti, con conseguente minor risposta ai bisogni di residenzialità per anziani a basso‐medio grado di non autosufficienza e non gestibili a domicilio e dai servizi sociali.

In questo contesto si inserisce il forte sviluppo delle Case famiglia e delle Comunità alloggio per anziani, che nel giro di tre anni hanno quasi quintuplicato la loro offerta, passando da 12 a 58 posti.